L’importanza di inserire l’attività SEO già nelle prime fasi di progettazione di un sito

on 26 Novembre 2018 SEO with 0 comments

Troppo spesso si pensa al SEO per un sito solo dopo che quest’ultimo è stato pubblicato.

Per quanto il sito possa essere stato progettato per garantire la migliore esperienza di navigazione ed avere una grafica molto accattivante nella maggior parte dei casi sviluppatori e grafici non si occupano anche di SEO oppure il “pacchetto sito web” non prevede questa attività.

Purtroppo dico ciò perché ho già visto diversi casi simili (almeno 3 nell’ultimo anno) di clienti che si rivolgono a me a sito ormai pronto e confezionato finendo quindi per beneficiare solo in parte di una consulenza SEO e dei vantaggi che può portare nel generare traffico da Google.

Sulla Search Engine Optimization c’è molta confusione e a volte si rischia di concentrarsi solo sulla parte tecnica tralasciando la semantica o viceversa. In questa pagina ho elencato le 5 attività fondamentali per assicurarsi che il sito sia conforme alle regole di indicizzazione dei motori di ricerca (Google in particolare) e le sue pagine siano in grado di portare traffico in maniera organica (quindi gratuitamente) al sito.

Predisposizione strutturale

Il primo punto in particolare affronta il discorso della “predisposizione strutturale” del sito ossia di attività quali:

  • selezione parole chiave
  • definizione alberatura e link interni
  • revisione testi, titoli, metatag in funzione delle keyword individuate

 

Avere chiare le parole chiave più importanti per il business fin dalle primissime fasi di progettazione del proprio sito aiuta nella scelta dei menù o delle pagine di categoria. Sapere che un tema è molto ricercato oppure è un trend in crescita può portare alla creazione di pagine ad esso dedicato o addirittura dedicargli un’intera sezione del sito e una voce di menù.

CASO STUDIO: Renovis Replace&Repair

Ad inizio gennaio 2017 vengo contattata da Renovis S.r.l., un’azienda che opera nel settore dei ricambi per automazione industriali. Il responsabile mi informa che stanno lavorando sull’immagine aziendale e stanno definendo con il proprio fornitore su come rifare completamente il sito web.

Ricordo che pronunciò questa frase:

“Vogliamo rifare il sito nella maniera migliore per essere sicuri che i clienti ci trovino su Google”

Gli obiettivi erano chiarissimi:

  • avere un sito più completo e aggiornato in grado di trasmettere al meglio i servizi offerti dall’azienda.
  • aumentare le visite al sito provenienti da Google

 

Il nuovo sito era ancora in fase di progettazione e i referenti dell’azienda stavano mettendo proprio in quel momento nero su bianco l’architettura delle pagine. Tempismo perfetto per aprire un’analisi SEO!

Analisi della tipologia di ricerche

Inizio quindi dall’analisi della tipologia di ricerche afferenti a quel settore.

Dall’analisi dello scenario competitivo e delle aree semantiche interessate dalla ricerca individuo 5 macrocategorie di parole chiave principali:

Keyword di brand/produttore

  • Sono le ricerche più ricorrenti e quindi essere presenti per queste keyword consente di ricevere volumi di traffico significativi
  • Per la maggioranza dei marchi, queste ricerche vengono affiancate raramente a termini come «riparazione», «vendita», etc… perchè sono brand di nicchia per cui (quasi inconsciamente) l’utente sa che non serve specificare altro. Questo discorso non vale per brand più noti

 

Keyword di categoria

  • In questo caso la ricerca limitata al solo nome di categoria porta risultati molto diversi tra di loro (wiki, forum, aziende,…) e la concorrenza è elevata
  • E’ frequente l’associazione con il termine «riparazioni» (no vendita, no acquisto, no ricondizionamento) o «usato/i» e con il nome del produttore

 

Keyword di nome comune del prodotto

  • Queste ricerche sono molto mirate e hanno delle buone probabilità di intercettare un utente interessato ai servizi di Renovis
  • C’è poco presidio da parte dei competitors (molti non permettono nemmeno di fare ricerche sul proprio sito con questi termini ma solo codice prodotto e brand)

 

Keyword generiche: esempio ricambi per automazione industriale, etc…

  • Sono ricerche di modesta quantità e spesso identificano un utente che sta cercando un luogo fisico (riparatore, rivenditore)
  • Sono ricerche importanti per l’identità del sito ma non sono le ricerche più utilizzate dall’utente target

 

Keyword specifiche di codice prodotto

  • La ricerca della singola keyword non è rilevante come volume ma sommate quelle di tutti i codici prodotto diventano un’area da presidiare importante
  • Di tutte è quella con il potenziale di conversione maggiore. E’ fondamentale però che la pagina corrispondente spieghi molto bene l’attività e le opzioni a disposizione dell’utente per incanalarlo verso il form di contatto

Per il successo della strategia SEO è fondamentale che ad ogni ricerca corrisponda una pagina di atterraggio pertinente quindi il mio primo suggerimento è stato quello di tenere in considerazione le tipologie di ricerche individuate e prevedere delle pagine di atterraggio corrispondenti:

  1. Keyword di brand/produttore à pagina dedicata per ogni brand
  2. Keyword di categoria à pagina dedicata ad ogni categoria con testo descrittivo della categoria, link a sottocategorie e tabella con prodotti della categoria filtrabili
  3. Keyword di nome comune del prodotto à pagine di sottocategoria con testo descrittivo della sottocategoria e tabella dei prodotti appartenenti filtrabili
  4. Keyword generiche à home page e pagine di descrizione dell’attività
  5. Keyword specifiche di prodotto à pagine tecniche del prodotto: la situazione ideale è avere una pagina per ogni codice

 

Come si può intuire una struttura di questo tipo non si può creare senza l’ausilio di un database aggiornato con tutti i prodotti (codici, sottocategorie, categorie, produttore) da cui generare automaticamente le pagine del sito.

Per la creazione del database è stato prezioso il lavoro del team interno all’azienda che ha raccolto migliaia di codici associando a ciascuno la corretta nomenclatura.

Il database è stato poi esploso in altrettante pagine web dalla società addetta allo sviluppo del sito che come suggerito nel mio documento di ottimizzazione è riuscita anche a creare degli automatismi per la generazione dei meta title e delle meta description garantendone l’unicità (nessuna pagina ha meta title e meta description uguale ad un’altra).

Il sito web a quasi 2 anni dalla pubblicazione

Oggi il sito raccoglie il 72% delle sue visite da Google in maniera organica (e gratuita) e rispetto a due anni fa vede una crescita del 305% di visite (+430% da Google).

Inoltre il 73% di visite da Google sono destinate alle pagine tecniche di prodotto.

Effettivamente facendo oggi una ricerca per codice prodotto su Google, Renovis Replace & Repair è il primo risultato che compare subito dopo la pagina del produttore di quel componente.

Che cosa sarebbe successo se mi avessero contattato per un’analisi SEO solo dopo aver messo online il nuovo sito? Beh, non posso dirlo con certezza ma probabilmente il sito non avrebbe avuto questa struttura (ricordo che l’idea di lavorare su un database da migliaia di codici all’inizio sembrò un’impresa impossibile!) o probabilmente le pagine dei singoli componenti sarebbero stati disponibili in maniera dinamica e non statica, quindi nell’impossibilità di indicizzarsi su Google.

Sicuramente lato mio avrei dato del mio meglio per ottimizzare il sito ma il cliente non avrebbe mai acconsentito a rivedere l’intera architettura e avrebbe dovuto attivare altri canali se avesse voluto raggiungere gli stessi volumi di traffico che vediamo oggi.

Quindi se tu, che sei arrivato fino in fondo a questo articolo, stai pensando di rifare il tuo sito e magari hai un po’ intuito di cosa si occupa un consulente SEO, ti prego, coinvolgilo il prima possibile e fai sì che il tuo nuovo sito sia bello, funzionale e anche ottimizzato per i motori di ricerca!