Quanto crescono gli accessi diretti al tuo sito?

on 7 Febbraio 2018 Reportistica with 0 comments

Il volume e il trend di crescita degli accessi diretti al proprio sito è una metrica spesso sottovalutata, quando in realtà questo segmento di utenti è quello più fedele, affezionato e dal roi (roi/user) maggiore.

Proviamo a spiegare perchè 

Come interpretare la metrica "Direct" (accessi diretti) di Google Analytics

Per semplicità si tende a spiegare che alla voce “Direct” di Google Analytics entrano tutte le visite di utenti che digitano esplicitamente il link alla pagina nella barra degli indirizzi del browser. 

MA non è in verità una spiegazione così precisa.

Google Analytics infatti interpreta come accessi diretti tutte quelle visite che non riesce a far rientrare nelle altre categorie ossia quegli utenti che non portano con sè un parametro identificativo per stabilire il canale da cui provengono.

Quindi negli accessi diretti NON troveremo mai un utente che proviene da una campagna AdWords, da una ricerca su Google o su un altro motore di ricerca, da un social network, da un altro sito o da una qualsiasi fonte che contiene un parametro utm campaign.

Ma allora se gli accessi diretti al mio sito crescono vuol dire che vado bene?

Tendenzialmente la risposta è sì. Se gli accessi diretti crescono è probabile che siano in crescita i clienti fidelizzati al sito e nel caso di siti di ecommerce questo segmento di pubblico è probabilmente quello con il tasso di conversione alla vendita più elevato rispetto alla media del sito. 

Ma è anche giusto essere consapevoli che gli accessi diretti di Google Analytics non sono solo utenti che digitano il link nella barra del browser.

Ecco cosa Google Analytics inserisce tra gli accessi diretti

1. Link salvati tra i preferiti

Se un utente salva un link ad una qualsiasi pagina del tuo sito tra i suoi preferiti. Ogni volta che visiterà quella pagina cliccando sul link salvato, Google Analytics registrerà questa visita come Accesso Diretto 

2. Referrer in HTTPS verso tuo sito HTTP (o viceversa)

Questa è una situazione che è diventata piuttosto comune negli ultimi mesi (da quando Google ha inserito tra i fattori di ranking SEO importanti la presenza di certificati di sicurezza sui siti). 

Quindi se un sito con protocollo HTTPS linka ad un sito con protocollo HTTP, tutte le visite passanti da questo link verranno registrate tra gli accessi diretti sul pannello Google Analytics del dominio HTTP.

Come verificare se avete casi di questo tipo? Confrontate l’elenco dei siti referral negli ultimi mesi. Se notate che qualcuno ad un certo punto scompare dalla vostra lista, probabilmente è perchè ha fatto il passaggio ad HTTPS ed ora le sue visite sono finite nel calderone degli accessi diretti.

Il consiglio: migrate anche voi ad HTTPS (quasi tutti i fornitori di hosting offrono un certificato di sicurezza base per ogni dominio).

3. Link in documenti offline

Ebbene sì, qualunque link al vostro sito inseriate in documenti word, pdf, fogli excel, presentazioni, …. senza specificarne i parametri di tracciamento utm non viene riconosciuto da Google Analytics e le visite prodotte verranno conteggiate tra gli accessi diretti.

Il consiglio: se tra le attività chiave per il vostro business c’è la produzione di contenuti scaricabili (guide, tutorial, etc) e prendete in maniera seria le attività di inbound marketing allora abituativi a personalizzare ogni link che inserite nei documenti con i parametri utm che lo rendono identificabile da Google Analytics e vi permettono di valutare l’efficacia di tali campagne.

4. Il Dark Social

Questo è forse il segmento di traffico più interessante da studiare e allo stesso tempo più difficile da isolare e comprendere per convertirlo in valore.

Con Dark Social si intendono tutte quelle attività di condivisione di link tra utenti che avvengono al di fuori delle piattaforme social tradizionali (Facebook, Linkedin, Twitter, …).

Alcuni esempi di ambienti di condivisione considerabili Dark Social e non rilevabili da Google Analytics:

  • Messaggi email
  • Skype
  • Messenger
  • Whatsapp
  • Telegram
  • Messaggi privati su Twitter o Instagram
Pensate ora a quanto vengono utilizzati oggi questi strumenti (soprattutto da mobile) per condividere articoli, consigliare prodotti, offerte o segnalare servizi online. 
Google Analytics inserisce tutti questi click tra gli accessi diretti al vostro sito e non esiste ad oggi nessuna soluzione di tracciamento e parametrizzazione che permette di far uscire alla luce del sole (e dei numeri!) questo tipo di attività social.

Tornando quindi al tema di questo post: Quanto crescono gli accessi diretti al tuo sito?

Una crescita anno su anno come quella mostrata in figura, seppur i volumi sono minimi, va monitorata e va analizzata per cercare di capire in che % possono incidere i 4 punti descritti sopra. 

Uno spunto potrebbe essere l’analisi delle pagine di destinazione oppure dei dispositivi di provenienza degli utenti.

Nel nostro esempio prevalgono le visite da mobile e da tablet con elevata frequenza di rimbalzo il che suggerisce l’utilizzo di app o servizi di messaggistica tra cui potrebbero rientrare proprio i citati “dark social”. 

La premessa da tenere in mente nell’approcciarsi all’analisi dei report è che un trend di crescita positivo è sempre un buon segnale MA diventa un valore aggiunto solo quando si è in grado di spiegarlo ed inserirlo in una strategia di marketing al servizio della propria attività.

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